Raffaello 1520-2020

3 min


Oltre 200 opere tra dipinti, disegni e quadri di confronto per raccontare uno dei massimi geni italiani, del Rinascimento e non solo.

In occasione della mostra, è stato raccolto un vastissimo corpus di opere di mano di Raffaello: oltre 100, tra dipinti e disegni, per una raccolta di creazioni dell’urbinate mai viste al mondo in così gran numero tutte insieme. Anche in termini di capolavori in prestito (oltre che di lavoro scientifico svolto), è stato determinante il contributo delle Gallerie degli Uffizi, con circa 50 opere delle quali oltre 40 dello stesso Raffaello. Ma anche tanti altri musei di importanza internazionale hanno contribuito ad arricchire la rassegna con capolavori dalle loro collezioni: tra questi, in Italia, le Gallerie Nazionali d’Arte Antica, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la Fondazione Brescia Musei, e all’estero, oltre ai Musei Vaticani, il Louvre, la National Gallery di Londra, il Museo del Prado, la National Gallery of Art di Washington, , l’Albertina di Vienna, il British Museum, la Royal Collection, l’Ashmolean Museum di Oxford, il Musée des Beaux-Arts di Lille. Complessivamente saranno più di 200 le opere in mostra.

Raffaello, Ritratto con un amico (Giulio Romano ?), Louvre.

Tra le opere in mostra: la Madonna del Granduca e la Velata delle Gallerie degli Uffizi, la Santa Cecilia dalla Pinacoteca di Bologna, la Madonna Alba dalla National Gallery di Washington, il Ritratto di Baldassarre Castiglione e l’Autoritratto con amico dal Louvre e la Madonna della Rosa dal Prado.

Raffaello, La Velata, Uffizi
Raffaello, Madonna del Granduca, Uffizi.

Raffaello si formò tra il 1491 e il 1494 nella bottega del padre, il pittore Giovanni Santi, attivo per la corte dei Montefeltro. Una delle primissime opere fu l’affresco raffigurante la Vergine in casa Santi. Dopo la morte di Giovanni (1494), Raffaello entrò in contatto con Perugino, da cui derivò il suo stile iniziale e con cui rimase in contatto fino al 1498. In questi anni probabilmente intervenne nel ciclo di affreschi della Sala del Cambio a Perugia. Dal 1499 fu a Città di Castello con la bottega rilevata dal padre dove realizzò lo Stendardo della Santissima Trinità e la Pala di San Nicola da Tolentino (oggi smembrata in diversi musei).

Ad inizio ‘500 era già tra gli artisti più richiesti in tutta l’Umbria e, dopo brevi soggiorni a Firenze e Roma, raggiunse l’amico Pinturicchio a Siena, dove realizzò alcuni cartoni per gli affreschi della Libreria Piccolomini. Nel 1504 dipinse il celebre Sposalizio della Vergine (Milano, Pinacoteca di Brera) e nello stesso anno si trasferì a Firenze, dove dipinse per lo più opere di devozione privata, come la Madonna del Cardellino e la Madonna del Belvedere, e ritratti quali Maddalena Strozzi, la Muta e la Dama col Liocorno.

Nel 1507 realizzò la celeberrima Deposizione Baglioni per San Francesco al Prato di Perugia, che un secolo dopo Scipione Borghese fece rubare (Roma, Galleria Borghese). Nel 1508 Giulio II lo chiamò a Roma, dove rimase fino alla morte, creando i massimi capolavori tra cui le Stanze Vaticane (SegnaturaEliodoro, Incendio di BorgoCostantino) e la Loggia di Psiche alla Farnesina. Divenne anche architetto della Fabbrica di San Pietro e progettò la Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo e Villa Madama. Negli ultimi anni dipinse opere come la Fornarina e la Trasfigurazione. Morì nel 1520, lasciando una fiorentissima bottega attiva sul territorio, la cui diaspora conseguente al Sacco di Roma nel 1527, porterà il raffaellismo in tutta Italia.

Raffaello e Aiuti – Madonna della Rosa – Prado.

Dove: Scuderie del Quirinale – Roma
Quando: dal 5 marzo al 2 Giugno 2020
Orario: da Gio. a Dom. 10.00-20.00; Ven. e Sab. 10.00-22.30
Prezzo: Intero: € 15.00 Ridotto: € 12.00