NATURA IN POSA. Capolavori dal Kunsthistorisches Museum di Vienna in dialogo con la fotografia contemporanea

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L’esposizione porta per la prima volta in Italia 50 opere dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, uno dei più prestigiosi musei al mondo, di cui la maggior parte capolavori fiamminghi inediti del ‘500 e ‘600, oltre a dipinti provenienti da importanti musei veneti.

Il termine Natura morta, nato in Francia nel Settecento e poi adottato anche in Italia, indica una categoria di opere d’arte che ha come soggetto scene di mercato e di cucina, mazzi di fiori, frutta, strumenti musicali, accessori per la caccia. La cultura “nordica” descrive queste composizioni come still leffen, still leben e still life in tedesco e in inglese, a significare pitture che ritraggono oggetti immobili al naturale.

Francesco da Ponte, detto Francesco Bassano, Estate, 1585/1590 circa, Olio su tela, 111 cm × 145,5 cm, Courtesy KHM-Museumsverband

Il termine nordeuropeo mette in rilievo la dimensione contemplativa di queste rappresentazioni che invitano lo spettatore alla meditazione sulla caducità delle cose umane. La ricchezza delle invenzioni, la varietà dei soggetti, la creatività dei diversi artisti e la preziosità di esecuzione caratterizzano tale genere di pittura che conquistò il rango di rappresentazione autonoma nei Paesi Bassi intorno al 1600.

Attribuito a Jan van den Hecke, Cesto di fiori, XVII secolo, Olio su tela, 35 cm × 49 cm, Courtesy KHM-Museumsverband

Il percorso, al tempo stesso tematico e cronologico, muove i primi passi dalla seconda metà del Cinquecento, con un’accurata selezione di scene di mercato e rappresentazioni delle stagioni di Francesco Bassano e di Lodovico Pozzoserrato, ancorando solidamente il tema nel contesto geografico del Veneto. Il confronto con i mercati fiamminghi di Frederik van Valckenborch e Jan Baptist Saive il vecchio conduce il visitatore Oltralpe. È qui soprattutto, nel contesto geografico, culturale e politico dei Paesi Bassi, che tali creazioni si perfezionano e specializzano, declinandosi in alcune categorie, come le nature morte scientifiche con i mazzi di fiori, le vanitas o allegorie della caducità, le tavole apparecchiate, le nature morte religiose, le scene di caccia.

Evaristo Baschenis Natura morta con strumenti musicali, mappamondo e sfera armillare XVII secolo Olio su tela 78 cm × 118 cm, Courtesy KHM-Museumsverband

Artisti quali Jan Brueghel, Pieter Claesz, Willem Claesz Heda, Jan Weenix, Gerard Dou realizzano capolavori che incantano per fasto, creatività e perfezione di esecuzione. Un gruppo di nature morte italiane illustra, poi, attraverso le opere di Evaristo Baschenis, Gasparo Lopez dei Fiori, Elisabetta Marchioni la diffusione del genere nei vari centri artistici a sud delle Alpi.

Pittore della cerchia di Johannes Leemans, Natura morta con attrezzi da caccia, 1660 circa, Olio su tela, 118 cm × 167 cm, Courtesy KHM-Museumsverband

Completa la mostra la sezione, a cura di Denis Curti, dedicata alla fotografia contemporanea che testimonia come il tema della natura morta sia presente negli scatti di alcuni degli artisti più importanti e celebrati a livello internazionale. La selezione di queste immagini parte dall’assunto che la fotografia è sempre il risultato di una messa in scena: ogni scatto è il punto di arrivo di un’azione consapevole che vuole declinare con forza la necessità di penetrare la realtà e di andare oltre le apparenze. Si passa quindi dalle Vanitas, capaci di trarre in inganno, di David LaChapelle ai crudi e ironici reportages di Martin Parr sul consumo di massa, dai magnifici e sensuali fiori di Robert Mapplethorpe ai Flowers di Nobuyoshi Araki, dalla serie dedicata alle zuppiere di Franco Vimercati all’idea di classicità pittorica di Hans Op De Beeck.

David LaChapelle, Earth Laughs in Flowers (Risk), 2008-2011, C-Print, 152×107 cm; Courtesy: Studio David LaChapelle

Dove: Museo Santa Caterina – Treviso
Quando: dal 30 Novembre 2019 al 27 Settembre 2020
Orario: Gio. Ven. Sab. Dom. 11.00-19.00
Prezzo: Mostra + Museo: Intero: € 12.00 Ridotto: € 10.00


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