L’arte che salva. Immagini della predicazione tra Quattrocento e Settecento.


La mostra apre il ciclo di eventi “Mostrare le Marche”, progetto Biennale della Regione Marche teso a valorizzare il patrimonio culturale delle aree colpite dal sisma e al rilancio dal punto di vista turistico e economico. Questa mostra tematica, a cura di Giuseppe Capriotti e Francesca Coltrinari, di grande interesse storico, artistico e religioso, si propone di approfondire la conoscenza della produzione artistica collegata a un fenomeno che ha caratterizzato in profondità la cultura non solo europea, la predicazione.

Un tema illustrato nei suoi diversi aspetti: dalle figure dei predicatori dei grandi ordini religiosi, francescani, domenicani, agostiniani e gesuiti, alle devozioni da loro promosse con le relative immagini, spesso opera di grandi artisti quali Crivelli, Lotto, Muziano, Guercino; dall’effetto della predicazione sui fedeli, attraverso il caso emblematico di santa Camilla Battista da Varano, al rapporto con altre fedi religiose e fino alla spinta missionaria mondiale dei predicatori della Compagnia di Gesù. Suddiviso in otto sezioni, il percorso espositivo presenta 41 oggetti fra dipinti, sculture, incisioni, manoscritti e volumi provenienti dalla Regione Marche, con un nucleo significativo di opere salvate dal terremoto del centro Italia.

Vittore Crivelli, Polittico degli Osservanti di Sant’Elpidio, Sant’Elpidio a mare, Museo Civico.

Suddiviso in otto sezioni, il percorso espositivo si snoda attraverso l’esposizione di dipinti di artisti più o meno noti, quali ad esempio, il San Nicola da Tolentino del Guercino, il Battesimo di Cristo e Cristo e Cristo e l’Adultera di Lorenzo Lotto, insieme a preziosi manoscritti, libri e altri oggetti artistici, per raccontare l’origine e gli sviluppi della pratica predicatoria, l’uso e il significato delle immagini collegate alla predicazione, l’effetto che le prediche producevano sugli ascoltatori.

La prima sezione, i modelli biblici del predicatore, mostra quali sono stati i punti di riferimento nella Bibbia e nel Vangelo per i predicatori di tutte le epoche: i profeti, san Giovanni Battista, Gesù e gli Apostoli. In questa sezione, fra le altre, sono visibili le tele di Girolamo Muziano e l’arazzo fiammingo con La predica di san Paolo agli ateniesi (1620-1624ca.), derivato da una composizione di Raffaello.
Nella seconda sezione, i predicatori dell’Osservanza francescana si incontrano i più grandi predicatori del XV secolo, i frati francescani osservanti Bernardino da Siena, Giacomo della Marca e altri, figure carismatiche capaci di trascinare le folle con la loro oratoria, inventori di immagini per promuovere devozioni, culti o anche istituzioni laiche, come i monti di pietà.

Nella terza sezione, l’effetto delle prediche sull’animo umano: l’esempio di suor Battista da Varano, si racconta la storia di una grande ascoltatrice di prediche, mistica, scrittrice e guida religiosa, la suora clarissa Battista da Varano (1458-1524), figlia del duca di Camerino, santificata nel 2010. Gli oggetti esposti, quasi tutti appartenuti alla santa, provengono dal convento di Santa Chiara a Camerino, fortemente danneggiato dal terremoto.

Nella quarta sezione, I soggetti iconografici diffusi dall’ordine agostiniano, particolarmente legato alle Marche in quanto il primo santo dell’ordine è san Nicola da Tolentino (canonizzato nel 1446), presente in un capolavoro di Guercino, si viene a contatto soprattutto con la curiosa iconografia della Madonna del Soccorso, dove la Vergine Maria scaccia a bastonate il diavolo venuto a rapire un bambino, svelando il significato religioso e sociale dell’immagine.

Nella quinta sezione, La predicazione domenicana e il confronto con i francescani: il Rosario e l’Immacolata, si mettono in parallelo i due soggetti iconografici: il Rosario, diffuso soprattutto dopo la battaglia di Lepanto (1571), vinta dai cristiani contro i Turchi e attribuita proprio alla Madonna del Rosario; l’Immacolata Concezione della Vergine, al centro per secoli di scontri fra i vari ordini religiosi, fino alla proclamazione del dogma nel 1854.

La sesta sezione, intitolata La Predicazione e la conversione presenta le immagini della conversione di San Paolo, dell’ebreo Giuda divenuto san Ciriaco e dell’Adultera perdonata da Cristo, che fornivano agli “infedeli” (ebrei e turchi) e ai peccatori modelli di cambiamento e redenzione.

La settima sezione, la Missione predicatrice di don Felice Silvestrini da Petriolo (1711-1779) fa conoscere questa figura di umile sacerdote e missionario che fu educatore, predicatore e committente d’arte nelle Marche alla vigilia dell’Illuminismo.

Il viaggio ideale tracciato dalla mostra si conclude nell’ottava e ultima sezione (I predicatori, Loreto e il mondo: il trionfo dei gesuiti) con un’apertura all’Oriente, cristianizzato nel ‘500 dai missionari della Compagnia di Gesù, molti dei quali, come san Francesco Saverio e il maceratese padre Matteo Ricci, primi evangelizzatori rispettivamente del Giappone e della Cina, passati per Loreto. Qui vengono esposte vere rarità, come il ritratto di Matteo Ricci vestito da letterato Ming dei Musei di Macerata e un prezioso leggio laccato con intarsi di madreperla che si ritiene sia un dono alla Santa Casa di Loreto dei primi ambasciatori giapponesi giunti in Europa nel 1585.

Particolarmente curato è l’apparato didattico della mostra, con testi e supporti grafici elaborati per consentire la migliore comprensione al più ampio pubblico, secondo i più aggiornati criteri della comunicazione museale.

La rassegna è promossa dalla Regione Marche, Assessorato alla Cultura e Turismo, dal Ministero  dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Segretariato Regionale per le Marche, dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e dall’Anci Marche in accordo con la Conferenza Episcopale Marchigiana.


Dove: Museo Antico della Santa Casa – Loreto (AN)
Quando: dal 7 Ottobre al 8 Aprile 2018
Orario: da Lun. a Ven. 10.00-18.00 Sab. Dom. 10.00-19.00
Prezzo: Intero: € 7.00 Ridotto: € 5.00 (Mostra + Museo)



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