Inge Morath La Vita La Fotografia

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La retrospettiva rende omaggio ad Inge Morath (Graz, 1923 – New York 2002), documentando un complesso lavoro inscindibilmente legato alla sua avvincente vicenda umana.

Attraverso 150 immagini e documenti originali, l’esposizione, curata da Brigitte Blüml – Kaindl, Kurt Kaindl, e Marco Minuz, col supporto del Forum austriaco della cultura, col sostegno di Rinascente, media partner IGP Decaux, ripercorre il cammino umano e professionale di Inge Morath, dagli esordi al fianco di Ernst Haas ed Henri Cartier-Bresson fino alla collaborazione con prestigiose riviste quali Picture Post, LIFE, Paris Match, Saturday Evening Post e Vogue, attraverso i suoi principali reportage di viaggio, che preparava con cura maniacale, studiando la lingua, le tradizioni e la cultura di ogni paese dove si recava, fossero essi l’Italia, la Spagna, l’Iran, la Russia, la Cina, al punto che il marito, il celebre drammaturgo Arthur Miller, ebbe a ricordare che “Non appena vede una valigia, Inge comincia a prepararla”.

La fotografia come metodo di indagine della realtà è parte integrante della vita di Inge Morath, che riesce, con coraggio e determinazione, ad affermarsi in una disciplina all’epoca prevalentemente maschile, tanto che è costretta ad proporre i suoi primi scatti a diversi editori firmandosi con lo pseudonimo Egni Tharom. Prima donna ad essere ammessa nella leggendaria agenzia fotografica Magnum Photos, inizialmente come redattrice e poi come membro effettivo nel 1955, Inge Morath ha contribuito con il suo talento a scardinare molti pregiudizi.

Inge Morath | Audrey Hepburn (1959).

Per tutta la sua vita mostra una duplice dote per la scrittura e la fotografia, che la rende una figura singolare rispetto ai suoi colleghi. Donna curiosa e instancabile, è sempre animata da una grande passione per il suo lavoro e desiderosa di relazionarsi con le persone in modo profondo. Che si tratti di persone comuni o personaggi di chiara fama il suo interesse è sempre rivolto all’essere umano in quanto tale.

Viaggia in continuazione affrontando ogni trasferta con serietà, tentando di comprendere a fondo le tradizioni e conoscere la cultura dei luoghi in cui si reca e studiandone addirittura la lingua fino ad arrivare, nel tempo, a parlare correntemente ben sette idiomi.

Le sue immagini sono fortemente descrittive e al contempo lasciano trasparire una rara capacità di analisi del contesto, e una straordinaria sensibilità generate da un infinito amore per la realtà e la verità.

Inge Morath ha la capacità di non semplificare mai ciò che è complesso, e di non complicare mai quello che è semplice. Le fotografie qui esposte sono come pagine del diario della sua vita, come lei stessa afferma: «La fotografia è essenzialmente una questione personale: la ricerca di una verità interiore».

L’esposizione, inserita nei palinsesti 2020 del Comune di Milano: Aria di Cultura e I talenti delle donne, è prodotta da Suazes, Fotohof e Magnum Photos; realizzata col supporto del Forum austriaco della cultura, col sostegno di Rinascente, media partner IGP Decaux.


Dove: Museo Diocesano– Milano
Quando: dal 6 Luglio al 14 Settembre 2020
Orario: da Mar. a Dom. 18.00-22.00
Prezzo: Mostra + Museo: Intero: € 8.00 Ridotto: € 6.00


 


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