Impressionisti segreti

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La mostra rappresenta un’occasione unica per compiere un affascinante viaggio alla scoperta dell’Impressionismo attraverso magnifiche e inedite opere all’interno della prestigiosa cornice di Palazzo Bonaparte.

Nelle meravigliose sale del piano nobile, che fu la dimora di Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone Bonaparte, sono esposte oltre 50 opere di artisti tra cui Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley, Caillebotte, Morisot, Gonzalès, Gauguin, Signac, Van Rysselberghe e Cross. Tesori nascosti al più vasto pubblico, provenienti da collezioni private raramente accessibili e concessi eccezionalmente per questa mostra.

La cura della mostra è affidata a due esperte di fama internazionale: Claire Durand-Ruel, discendente di Paul Durand-Ruel, colui che ridefinì il ruolo del mercante d’arte e primo sostenitore degli impressionisti, e Marianne Mathieu, direttrice scientifica del Musée Marmottan Monet di Parigi, sede delle più ricche collezioni al mondo di Claude Monet e Berthe Morisot.

Eva Gonzalés, L’Indolenza (olio su tela, 1871-1872; collezione privata del Principe Alberto II di Monaco)

Il percorso espositivo racconta il movimento artistico sviluppatosi in Francia nella seconda metà dell’Ottocento attraverso un allestimento tematico che va dal paesaggio alle scene di vita parigina, passando per i ritratti di Renoir fino all’avvento del Neoimpressionismo. I soggetti tratti dalla quotidianità; le immagine chiare, luminose e variopinte; lo studio attento degli effetti della luce sui soggetti caratterizzano le opere di impressionisti paesaggisti come Monet, Pissarro, Sisley e Guillaumin. A fare la differenza è la volontà di cogliere e trasferire sulla tela emozioni ed impressioni “dal vivo”, en plein air: i paesaggi non sono più dipinti in studio ma direttamente sul posto e la luce, l’aria, il gelo e il calore penetrano i quadri.

Il motivo del fiume è protagonista in diverse opere, come “La Senna a Lavacourt”, dove Claude Monet nel 1878 ritrae il paesaggio che poteva scorgere dal giardino della sua casa e dove realizza anche “Braccio della Senna presso Vètheuil”, un paesaggio immerso in un profondo senso di solitudine e tristezza. “Sponde della Senna ad Argenteuil” è invece il ritratto della quiete e della naturale bellezza di questo angolo di campagna proprio come la percepiva Alfred Sisley.

Monet, padre dell’Impressionismo, movimento che prende nome dalla sua opera Impression, soleil levant, celebre per le sue ninfee, annovera nella sua lunga produzione artistica opere meno note ma altrettanto affascinanti che hanno come soggetto la natura. Dal frutteto ai meli in fiore in riva all’acqua, alla falesia assolata e solo quasi accennata nelle pennellate fluide e vaporose, si arriva alla sala con le opere di Camille Pissarro, l’anima politica del movimento, autore dell’apprezzata serie “I tetti della vecchia Rouen” e del quadro “Il grande noce di Éragny” in cui sembra avvicinarsi alla tecnica puntinista.

Alfred Sisley Tournant du Loing à Moret. Printemps, 1886 Olio su tela, 54,2×73,6 cm Collezione Pérez Simón, Messico.

Berthe Morisot ed Eva Gonzalés, due rappresentanti dell’Impressionismo al femminile, ritraggono nelle loro opere scene di vita quotidiana a Parigi. Se Morisot è l’unica donna a partecipare alle radici del movimento impressionista e con l’opera “Davanti alla psiche” raffigura una donna alla toeletta, anticipando una tematica che influenzerà i colleghi impressionisti, Eva Gonzalés è l’unica allieva (e poi musa) di Édouard Manet, la cui influenza è visibile nell’opera  “L’Indolenza”. La pittrice, pur dovendo spesso confrontarsi con il pregiudizio maschilista dell’epoca, era osannata dalla critica del tempo, al contrario del suo maestro (noto al grande pubblico per Le déjeuner sur l’herbe, 1863) che solo negli ultimi anni di vita vide riconosciuto il suo talento e genio artistico.

Il percorso espositivo dà ampio spazio ai ritratti di Pierre-Auguste Renoir, che durante la sua carriera ne eseguì circa duemila, di personaggi noti ma anche di figure anonime. “Ritratto di Madame Joseph Durand-Ruel”, come riporta il cartello accanto all’opera, permette di cogliere uno dei segreti dello stile pittorico di Renoir: Jean, il figlio dell’artista, nel suo libro di memorie svela che Renoir miscelava ai pigmenti parecchio olio di lino per ottenere un impasto più trasparente e prima di iniziare a dipingere stendeva sulla tela uno strato di bianco d’argento. Resa così luminosa, la materia della tela dava modo ai colori di sfavillare ed esaltava la grazia delle figure ritratte. La sala ospita anche “Sul divano”, opera dell’unico italiano in mostra, Federico Zandomeneghi. Uno dei Mille di Garibaldi, trasferitosi a Parigi nel 1874, entra a pieno titolo nel panorama impressionista mantenendo uno stile personalissimo influenzato dalle sue origini veneziane. Molto suggestivi anche i dettagli dei fiori recisi nelle “Orchidee” di Gustave Caillebotte.

L’ultima sezione è dedicata al Neoimpressionismo, corrente artistica che ha inizio dopo il 1886, anno di svolta perché segna la fine dell’Impressionismo e comprende tra i suoi principali esponenti comprende artisti come Henri Edmond Cross, Paul Signac, l’anarchico belga Théo van Rysselberghe e Achille Laugé. La nuova tecnica pittorica, scientifica e molto rigorosa, consiste nell’accostare i colori direttamente sulla tela sotto forma di piccole pennellate lasciando all’osservatore il compito di “ricostruire” l’immagine costituita tanti piccoli puntini che producono opere vibranti di luce.


Dove: Palazzo Bonaparte – Roma
Quando: dal 6 Ottobre al 8 Marzo 2020
Orario: da Lun. a Ven. 9.00-19.00; Sab. Dom.  9.00-21.00
Prezzo: Intero: € 15.00 Ridotto: € 13.00


 


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