Depositi di Capodimonte. Storie ancora da scrivere

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Sono esposte 1220 opere tra dipinti, statue, arazzi, porcellane, armi, e oggetti di arti decorative provenienti unicamente dai cinque depositi di Capodimonte.

Organizzata dal Museo insieme alla casa editrice Electa, è il secondo capitolo di una trilogia di esposizioni iniziata con Carta Bianca. Capodimonte imaginaire nel 2018 e che sarà seguita da C’era una volta. Storia di una grande bellezza nel 2019 che ha avuto il senso di sfidare il principio costitutivo del museo, proponendolo non più come entità statica e immobile, presunta lezione magistrale, ma come luogo di libertà, di creatività, di potenziale espressivo.

L’allestimento al secondo piano del Museo di Capodimonte presenta un viaggio nel mondo dei cinque depositi del Museo (85, 131, Palazzotto Borbonico, ex GDS, Deposito Farnesiano) alla scoperta di quello che normalmente conservano.

Percorso di mostra:

DEPOSITI 131 & ex GDS

“La scultura è noiosa” dichiara provocatoriamente Charles Baudelaire in un capitolo della sua celebre critica al Salon del 1846. L’attenzione maggiore dedicata alla pittura dai musei sembra riflettere questo pensiero e spiegare la marginalizzazione della scultura. Ciò è avvenuto soprattutto per la produzione dell’Ottocento che solo in tempi più recenti sta ottenendo una giusta riconsiderazione scientifica, superando pregiudizievoli problemi di gusto. In questa sala sono presenti quasi tutte le sculture conservate nei depositi del museo di Capodimonte.

DEPOSITO Palazzotto Borbonico

Questa sala presenta un’importante selezione di opere di tema orientalista ed esotico, gusto che nasce già dal XVII secolo con le spedizioni esplorative, la scoperta di nuovi mondi e la nascita del colonialismo. Dopo le campagne napoleoniche in Egitto e Siria (1798-1801) l’orientalismo diventerà una vera e propria moda insieme al gusto neo-pompeiano, quando a temi storici, sociali o leggendari si accompagnarono rappresentazioni pervase di un erotismo trasferito in tempi o mondi lontani.

DEPOSITO Palazzotto Borbonico

In continuità con la sala precedente si presentano oggetti etnografici rari del Settecento. Manufatti singolari sono quelli donati al re Ferdinando IV da lord Hamilton e provenienti dalla raccolta del capitano James Cook, esploratore e cartografo della marina mercantile britannica che raggiunse zone sconosciute e pericolose tanto da morire in un violento scontro con gli indigeni delle Hawai nel 1779.

In sala sono presenti anche alcuni manufatti di provenienza extraeuropea della collezione del cardinale Stefano Borgia (1731-1804).

Oggetti da caccia e da pesca del continente oceanico (XVIII secolo),Provenienza Capitano James Cook.

DEPOSITO 131

Il tema del paesaggio, nato nel Seicento, fu considerato a lungo un genere inferiore alla grande pittura di storia, al ritratto e alla natura morta. Nei secoli successivi si afferma con caratteri e intenti diversi: dalla lucida veduta settecentesca all’estetica romantica del sublime, che rende protagonista la natura incontaminata e dominatrice, fino alla grande rivoluzione attuata dall’Impressionismo proprio attraverso il paesaggio.

Alcuni dipinti di questa sala rappresentano scorci della Napoli di fine Ottocento.

Nei depositi, il tema del ritratto è molto rappresentato da una numerosa serie di dipinti: dal ritratto storico a quello di genere, dall’idealizzazione classicista alla rappresentazione verista. Fin dalle sue origini il ritratto non si limita alla mera imitazione o somiglianza esteriore del soggetto ma mira a coglierne la psicologia, il valore morale e spirituale soprattutto quando il protagonista è un santo.

DEPOSITO Grandi Opere – Palazzotto Borbonico

Un deposito di un museo è anche un luogo di pausa, di stasi provvisoria: vi transitano le opere in prestito, quelle tolte dalle sale per fare spazio alle mostre, quelle destinate al restauro o al prestito per esposizioni in Italia o all’estero.

I cinque celebri dipinti di Luca Giordano, regolarmente a lungo esposti nella galleria della pittura napoletana al secondo piano, sono in partenza: raggiungeranno Parigi per la mostra dedicata al più grande pittore barocco napoletano, che si terrà al museo del Petit Palais dal 5 novembre 2019 al 23 febbraio 2020.

Ma nei depositi avvengono strani incontri casuali che possono diventare surreali. E così, diventa quasi naturale trovare, insieme ai quadri di Giordano un’opera di Solimena e uno dei cavalli in legno fatti realizzare nell’Ottocento da Annibale Sacco, direttore della Real Casa Savoia, per esporre l’Armeria farnesiana-borbonica, mai presentati al pubblico.

DEPOSITO 131

Il deposito conserva un numero considerevole di dipinti di genere storico che, dall’inizio del Romanticismo, tendono a perdere la loro dimensione morale privilegiando episodi aneddotici. Le scene sono rese con una particolare attenzione ai dettagli e agli ambienti dell’evento considerato, frequentemente ambientato nel Medioevo o nel Rinascimento, seguendo il carattere intimo delle scene familiari e gli artifici tecnici del “secolo d’oro” della pittura olandese.

Giuseppe Mancinelli, Torquato Tasso legge la Gerusalemme liberata alla Corte di Ferrara (1841).

DEPOSITO Farnesiano

È uno dei più antichi depositi del piano ammezzato della reggia. Riallestito negli anni Novanta del secolo scorso al fine di riunire i numerosissimi servizi di porcellana e le suppellettili farnesiane, borboniche e Savoia disperse tra vari depositi e non selezionate per l’allestimento del percorso museale.

Le cornici provengono dal deposito Palazzotto Borbonico.

Tra i progetti di prossima realizzazione del Museo di Capodimonte vi è la realizzazione di grandi ambienti per l’esposizione dell’enorme raccolta di porcellane. L’allestimento della collezione degli oggetti da Wunderkammer, ora in esposizione al primo piano del museo, sarà invece riconsiderato per ospitare una maggiore quantità di opere ancora in deposito, e per sottolineare meglio la loro estrema preziosità.

Manifattura Ginori Doccia, Parte di un servizio da tavola composto da 366 pezzi decorato con vedute di Napoli (1810 – 1825).

DEPOSITO 85

Ubicato proprio al secondo piano del Museo, questo eclettico deposito conserva dipinti su tavola della prima metà del XVI secolo e un gran numero di dipinti a soggetto religioso di varie scuole e di vari periodi.

DEPOSITO 85

In questa sala sono esposti dipinti del genere storico, considerato al primo grado nella gerarchia accademica dei generi artistici (pittura di storia, ritratto, natura morta e paesaggio) per i suoi temi nobili e didascalici.

La semplicità strutturale di queste opere, spesso di grande formato, il forte interesse per il disegno di contorno, lo stile rigoroso e severo apparivano come valori estetici capaci di rappresentare anche l’esaltazione delle virtù morali e civili.

DEPOSITO 131

In questo deposito sono custoditi armi e tessuti che, per loro stessa natura, sono destinati a non essere perennemente esposti per ragioni conservative. Provenienti dalla Reggia del Museo di Capodimonte, pressoché cancellata nella sua identità quando, nel 1957, diventò una grande Pinacoteca, alcuni manufatti non sono mai stati esposti.

Il futuro allestimento prevede la ricollocazione di arredi e suppellettili al fine di riconciliare una così ricca Reggia con la collezione di una delle Pinacoteche più importanti d’Europa.


Dove: Museo di Capodimonte – Napoli
Quando: dal 21 Dicembre al 15 Maggio 2019
Orario: Tutti i giorni 9.30-17.00 (chiuso mercoledì)
Mostra + Museo Intero: € 12.00 Ridotto: € 8.00


 


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