Capriccio e natura. Arte nelle Marche del secondo Cinquecento


La mostra Capriccio e Natura: Arte nelle Marche del secondo Cinquecento. Percorsi di rinascita coglie l’occasione del temporaneo trasferimento ai Musei civici di Palazzo Buonaccorsi dei dipinti della Chiesa di Santa Maria delle Vergini a Macerata per un ripensamento completo di quel cantiere e del suo ruolo nello svolgere artistico nelle Marche alla fine del XVI secolo.

La mostra è parte del progetto Mostrare le Marche, un progetto regionale nato dal protocollo d’intesa tra Regione Marche, Mibact, Anci, Conferenza Episcopale e i Comuni di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Loreto, Matelica, Fabriano, che si propone un ciclo di sei mostre tra il 2017 e il 2018 per promuovere la conoscenza e lo sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 2016.

“È la prima mostra delle opere messe in salvo che si realizza nel territorio colpito dal sisma grazie ad un percorso fatto e a un processo di collaborazione istituzionale. Macerata, capoluogo, con questa mostra vuole riaprire ai turisti le porte di ingresso nel nostro splendido territorio per viaggi meravigliosi tra storia dell’arte e paesaggi incantevoli”, il Sindaco Romano Carancini.

“L’abbiamo fortemente voluto per rilanciare lo sviluppo a base culturale del territorio della Marca Maceratese fondato sul recupero dei beni artistici, sul rilancio dell’economia culturale e turistica, e soprattutto sulla ricostruzione del tessuto delle comunità di patrimonio. Un’opportunità anche per mettere i beni da tutelare e curare al centro dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018”, afferma Stefania Monteverde, Assessore alla Cultura del Comune di Macerata.

La mostra Capriccio e Natura coglie l’occasione del temporaneo trasferimento nei depositi dei Musei civici di Palazzo Buonaccorsi dei dipinti della Chiesa di Santa Maria delle Vergini a Macerata, capolavoro del Cinquecento inagibile a causa del sisma, per un ripensamento completo su quel cantiere e sul suo ruolo nella storia artistica nelle Marche alla fine del XVI secolo.

Dallo straordinario punto di osservazione maceratese la visuale si apre ad abbracciare la pluralità affascinante di presenze artistiche nell’intera regione fra Cinque e Seicento, illuminando entro un largo raggio quelle relazioni e quei riflessi che possano far emergere, nel contesto del Centro Italia, la densità artistica dell’area maceratese.

Facendo luce sull’arte del secondo Cinquecento, snodo nella storia dell’arte regionale, la mostra intende contribuire a tenere i riflettori ben puntati sui valori di tutto un territorio, caratterizzato da un’altissima e diffusa presenza di beni artistici e di opere architettoniche di eccezionale pregio e interesse, gravemente colpito dal sisma del 2016 e che dovrà quanto prima essere oggetto di una graduale e integrale restituzione.

Il cantiere di Loreto, in epoca sistina, riverberava in tutta la regione un linguaggio nuovo e aggiornato sulle più interessanti novità romane e la Chiesa delle Vergini di Macerata è uno dei più begli esempi, pressoché integri, di complesso decorativo sistino, intendendo una fase culturale che va ben oltre il pontificato del papa marchigiano Sisto V Peretti, 1585-1590, e che consente di cogliere l’affiorare inquieto delle nuove tendenze naturaliste nel profondo cambiamento veicolato nelle Marche specialmente dalla poetica degli affetti di Federico Barocci e incarnato dagli esiti delle novità  caravaggesche, con la presenza, qui, di un protagonista come Giovanni Baglione.

Un panorama vivacissimo, proiettato sullo sfondo di una fase di profondi mutamenti che vanno dal capriccio manieristico a un nuovo naturalismo, documentando una raffinata ricerca artistica: Taddeo e Federico Zuccari, già nella collezione di Palazzo Buonaccorsi, da Federico Brandani al Barocci, dall’eccentrico Andrea Boscoli al Tintoretto, fino ormai al Seicento del Cavalier D’ Arpino e di Baglione, con al centro la figura chiave della scena artistica in città tra il 1560 e il 1590, Gasparre Gasparrini e il suo più importante allievo Giuseppe Bastiani, campione della cultura sistina nel maceratese.

In catalogo, oltre ai saggi di alcuni importanti specialisti del settore a livello internazionale, è presente un’ampia selezione dei cicli decorativi di epoca sistina diffusi nelle Marche che dà una precisa e folgorante idea della ricchezza del patrimonio.


Dove: Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi – Macerata
Quando: dal 15 Dicembre al 13 Maggio 2018
Orario: da Mar. a Dom. 10.00-18.00
Prezzo: Intero: € 7.00 Ridotto: € 5.00


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