10 Musei e Monumenti da vedere ad Ancona


Ancona, capoluogo della provincia omonima e delle Marche, affacciata sul mare Adriatico, possiede uno dei maggiori porti italiani. Città d’arte ricca di monumenti e con 2.400 anni di storia.

I luoghi e i monumenti più rappresentativi sono inseriti in un contesto naturale dominato dal promontorio collinare sul quale sorge la città; ciò permette di ammirare dalle piazze e dalle strade spettacoli naturali inconsueti in analoghi luoghi urbani: strapiombi affacciati sulle spiagge, il sorgere e il tramontare del sole e della luna sul mare, le onde delle burrasche. I monumenti più significativi della città non a caso sorgono nei luoghi più significativi del suo promontorio.

Duomo di San Ciriaco

Cattedrale San Ciriaco

La Cattedrale sorge su un colle dal quale si ha una bella veduta del porto di Ancona, per arrivare alla Cattedrale c’è da arrampicarsi su di una salita: meglio farlo in macchina, ma da lì sopra la visuale è sensazionale con tutta la città ai vostri piedi. Il duomo rappresenta un alto esempio di arte romanica a cui si mescolano elementi bizantini e gotici; costituisce uno dei più importanti esempi di questo stile in Italia. Il transetto destro ospita la Cappella del Crocifisso, dove le transenne sono composte da preziose formelle graffite di plutei risalenti al 1189, opera di un maestro Leonardo. Essi riportano figure di santi, profeti e animali simbolici. Il transetto sinistro ospita la Cappella della Madonna, con sfarzosa edicola marmorea del 1739, opera dell’architetto Vanvitelli e ospitante la venerata immagine seicentesca della “Regina di tutti i Santi”.

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Chiesa di Santa Maria della Piazza

Portale di Santa Maria della Piazza.

La chiesa di Santa Maria della Piazza si in piazza Santa Maria, nell’antico rione Porto. Eretta tra il XI e XII secolo, è un notevole esempio di stile romanico. Essa fu costruita su una chiesa paleocristiana del IV secolo restaurata nel VI; una parte del pavimento della chiesa attuale è in vetro per permettere la visione dei mosaici paleocristiani sottostanti. La chiesa di Santa Maria della Piazza fu in origine chiamata Santa Maria del Canneto, in quanto sorge molto vicino al porto, in un’area a quel tempo paludosa; successivamente prese il nome di Santa Maria del Mercato poiché nella piazza antistante si svolgeva, appunto, il mercato. Nel sagrato si svolse per secoli la cerimonia di investitura del podestà del libero comune di Ancona. La zona sotterranea è parzialmente visibile attraverso le vetrate aperte nel pavimento della basilica sovrastante; saltuariamente vengono organizzate visite guidate. Conserva due strati di mosaici, policromi e ricchi di figurazioni simboliche.

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Arco di Traiano

Arco di Traiano

L’arco di Traiano di Ancona rappresenta una delle testimonianze monumentali più preziose dell’architettura romana, anche per il suo ottimo stato di conservazione. Le sue proporzioni, particolarmente eleganti perché più slanciate rispetto agli altri archi romani, sono la sua caratteristica più saliente, insieme allo stretto rapporto con il mare, sorgendo sul molo del porto di Ancona fatto costruire nel I° secolo dall’imperatore Traiano. Ha un singolo fornice affiancato da due coppie di colonne corinzie scanalate. Le iscrizioni poste sull’attico sono ancora perfettamente leggibili.

L’Arco era decorato con quattordici rostri, riferentesi come di consueto alla potenza navale romana: quattro su ogni prospetto principale e tre su ogni lato; di questi elementi sono ancora presenti gli attacchi sul marmo. Sulle chiavi di volta sono scolpiti, sui due lati, due busti raffiguranti le personificazioni della Tellus e dell’Oceanus, che testimoniano che l’arco, oltre a celebrare le opere di Traiano, ha anche il significato di punto di passaggio tra terra e mare, data la sua posizione sulle banchine del porto. Mentre il busto dell’Oceanus è ancora ben conservato, quello della Tellus è assai eroso. Al Museo archeologico nazionale delle Marche è presente un modellino ricostruttivo dell’arco che ne mostra l’aspetto originario.

Museo della Città di Ancona

Museo della città di Ancona -Ingresso

Il Museo della città di Ancona è ubicato nella piazza del Plebiscito, in locali che un tempo appartenevano all’ospedale medievale di San Tommaso di Canterbury e ad una pescheria ottocentesca; il museo si segnala per il moderno allestimento. È un museo di taglio essenzialmente didattico, che permette di conoscere la storia di Ancona dalla preistoria sino all’Unità italiana, utilizzando plastici ricostruttivi, pannelli didattici e video tematici, ma anche alcuni reperti archeologici, opere d’arte, carte topografiche, documenti. La sua visita è complementare a quella del Museo archeologico nazionale delle Marche, che illustra con gran copia di reperti il passato di Ancona.

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Pinacoteca civica Francesco Podesti

Palazzo Bosdari, cortile.

La Pinacoteca civica “Francesco Podesti” di Ancona è sorta nel 1884. La sua istituzione è dovuta soprattutto al fervido interessamento del pittore anconetano Francesco Podesti, al quale la raccolta d’arte è stata ben presto dedicata. Le opere più importanti a livello nazionale sono quelle di Carlo Crivelli, Tiziano, Lorenzo Lotto, Sebastiano del Piombo, Orazio Gentileschi, Guercino, Carlo Maratta. Fondamentali per lo studio della pittura nelle Marche è il nucleo di dipinti di Olivuccio di Ciccarello, figura principale della scuola di pittura di Ancona, che fiorì tra Trecento e Quattrocento; importante anche la presenza di opere di Arcangelo di Cola ed Andrea Lilli. Altri importanti autori presenti con le loro opere nella pinacoteca sono: Giacinto Brandi, Angelo Caroselli, Antonio Circignani, Domenico Corvi, Domenichino, il Sassoferrato, Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino, Ciro Ferri, Francesco Foschi, Antonio Tempesta, Antonio Zanchi.

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Fontana del Calamo

Fontana del Càlamo, chiamata anche fontana delle Tredici Cannelle

La fontana del Càlamo, chiamata anche fontana delle Tredici Cannelle è una fontana rinascimentale di Ancona. Sul luogo sorgeva già anticamente una fontana in epoca greca, che venne inglobata nelle mura cittadine durante il Medioevo. La sua denominazione sembra derivare dalla parola latina Càlamus, “Canna”, a testimonianza che si era dominati da un ambiente di tipo palustre. Demolita nel 1503, venne ricostruita, in stile rinascimentale-manierista, su disegno dell’architetto Pellegrino Tibaldi fra il 1559 e il 1560 e realizzata da maestranze recanatesi. Oggi la fontana riceve le acque dell’acquedotto cittadino, ma, anticamente, attingeva l’acqua da una grande cisterna posta sotto il muro alle sue spalle; la cisterna riceveva le acque dall’acquedotto proveniente da Monte Conero. Essa, oggi, è vuota, ma visitabile tramite un passaggio che si apre alla destra della fontana. Secondo un’antica tradizione, il viaggiatore che volesse tornare in città dovrebbe bere l’acqua che sgorga dalla fontana.

Mole Vanvitelliana

Mole Vanvitelliana

L’edificio sorge su di un’isola artificiale pentagonale situata all’interno del porto; è collegato alla terraferma da tre ponti, ed occupa una superficie di 20.000 m²; il canale che lo divide dalla terraferma è detto mandracchio. Originariamente si raggiungeva solamente attraverso imbarcazioni; il rifornimento idrico era assicurato da una rete sotterranea di cisterne. L’acqua si attingeva attraverso tre pozzi, situati nel piccolo tempio neoclassico dedicato a San Rocco (protettore dalla peste e dalle epidemie), presente al centro del cortile interno. Il tempietto è aperto sui 4 lati, ciò consentiva alle persone rinchiuse nelle stanze che si affacciavano sul cortile di assistere alla messa senza entrare in contatto gli uni con gli altri e con l’officiante. Il luogo poteva ospitare fino a 2.000 persone, oltre ad una grande quantità di merci. Nella parte interna dell’edificio si trovano i locali del Lazzaretto vero e proprio, che erano destinati alla quarantena, mentre le stanze nella parte esterna erano usate come deposito della merce. Verso il mare aperto il lazzaretto è fornito di un rivellino, progettato per la difesa militare del porto. Dunque fin dalla sua origine l’opera fu progettata come una struttura polifunzionale: magazzino portuale, luogo di quarantena, fortificazione.

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Museo archeologico nazionale delle Marche

Museo archeologico nazionale delle Marche

Il Museo archeologico nazionale delle Marche si trova ad Ancona, all’interno del cinquecentesco palazzo Ferretti. Documenta in modo pressoché completo la preistoria e la protostoria del territorio marchigiano; comprende ricche collezioni relative alla civiltà greca, romana e a quella dei Galli Senoni. I reperti relativi alla civiltà picena formano la più completa raccolta esistente; per la ricchezza delle sue collezioni il museo è uno dei più importanti musei archeologici d’Italia.

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Museo Diocasano di Ancona

Museo Diocesano di Ancona

Il Museo diocesano ha avuto origine nel 1834 ed è ospitato dal 1952 nel vecchio episcopio, accanto al Duomo di Ancona. Le collezioni erano inizialmente quelle tipiche di un “museo dell’opera del Duomo”, essendo costituite dai materiali rinvenuti durante i restauri della cattedrale, come sarcofagi, lapidi e lastre graffite. È perciò presente una preziosa pinacoteca con opere che vanno dal XIV al XIX secolo. Il museo inoltre conserva una raccolta di monete e medaglie del periodo romano e medievale, antichi oggetti di argenteria, tessuti e suppellettili sacre. Una serie di 4 imponenti arazzi, eseguiti su cartoni di Pieter Paul Rubens, vennero realizzati fra il 1632 e il 1650 circa dalla manifattura di Bruxelles per la Confraternita del Santissimo Sacramento e conservati originariamente nella loro chiesa. Essi raffigurano i principali eventi religiosi e venivano esposti per pochi giorni l’anno in relazione alla liturgia e ciò è alla base della vivezza dei colori e del loro stato di conservazione, eccezionale per dei tessuti così antichi.

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Parco del Cardeto

Parco del Cardeto, Il campo degli ebrei

Il Parco del Cardeto è il più vasto parco urbano di Ancona. A picco sul mare, occupa le sommità dei colli Cappuccini e Cardeto e si estende in un’area di circa 35 ettari, tutti a ridosso del centro. Comprende luoghi di valore storico, un ambiente naturale di notevole interesse e numerosi punti panoramici sulla costa alta e sulla città. Il parco ospita anche le fortificazioni del Cardeto e dei Cappuccini, il vecchio faro pontificio e l’antico cimitero ebraico, uno dei più antichi d’Europa.

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Nei dintorni sono interessanti la Torre di Guardia ed il Fortino Napoleonico a Portonovo e i Castelli di Ancona; di questi ultimi vanno segnalate le fortificazioni di Rocca Priora, Castel d’Emilio, Sirolo e Offagna che ospita una rocca ben conservata, costruita su un colle panoramico dagli anconitani nel XV secolo per difendere il loro territorio.

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